Come scegliere le finestre in legno per la propria abitazione

Finestra con traverse in legno, vetro a griglia, struttura artigianale
Finestra a traversi in legno con vetro a griglia. Foto: Fruehlingswiese, Wikimedia Commons, CC0.

Scegliere le finestre in legno per la propria abitazione richiede di valutare più aspetti in modo coordinato: l'essenza del legno, la prestazione termica del telaio, la classe di permeabilità all'aria e all'acqua, il sistema di apertura, la ferramenta e il ciclo di verniciatura. Ogni scelta produce conseguenze sulla durabilità, sulla manutenzione futura e sull'aspetto dell'edificio.

1. La scelta dell'essenza

Le essenze più usate per la produzione di infissi in legno in Italia appartengono a due grandi categorie: legni locali tradizionali e legni tropicali esotici introdotti nel Novecento.

Larice — È il legno più diffuso per gli infissi nelle zone alpine e prealpine. Ha una resina naturale che rallenta l'assorbimento di umidità e una durezza media che lo rende lavorabile senza difficoltà eccessive. La sua densità varia tra 500 e 600 kg/m³. Si ritira e si gonfia meno di altri conifere nelle variazioni di umidità. Il colore naturale è un arancio-miele che vira al grigio argento se lasciato senza trattamento.

Rovere — Legno duro, denso (700–900 kg/m³) e resistente. Usato prevalentemente per restauri conservativi e per edifici di pregio dove la resistenza meccanica dei giunti è importante. Ha un aspetto estetico più ricercato del larice. Il trattamento di superficie richiede prodotti specifici per legni duri.

Abete — Il meno costoso dei legni per infissi. Morbido (430–470 kg/m³), facile da lavorare, ma meno resistente all'umidità rispetto a larice e rovere. Va protetto con verniciature coprenti, non con impregnanti trasparenti. Usato in produzione industriale di serie.

Iroko e meranti — Legni tropicali presenti sul mercato italiano da decenni. L'iroko ha buona stabilità dimensionale e resistenza agli agenti atmosferici. Il meranti (termine commerciale che raggruppa più specie del genere Shorea) è meno stabile ma più economico. Per entrambi è importante verificare la certificazione FSC o PEFC della catena di custodia.

Nota sulla stabilità dimensionale: la variazione di umidità relativa dell'aria produce ritiro e rigonfiamento trasversale nel legno. Un profilo in larice da 68 mm può variare di 1,5–2 mm tra estate e inverno in climi padani. I giunti del telaio devono essere progettati per assorbire questo movimento.

2. Prestazione termica del telaio

La trasmittanza termica del telaio (Uf) è il parametro che misura la dispersione di calore attraverso il profilo. La norma EN ISO 10077-2 definisce il metodo di calcolo. Per un profilo in legno massiccio da 68 mm la Uf si attesta generalmente tra 1,8 e 2,2 W/(m²·K). Per sistemi legno-alluminio con taglio termico il valore scende sotto 1,4 W/(m²·K).

Il Decreto Requisiti Minimi (D.Lgs. 48/2020 e aggiornamenti successivi) fissa i valori limite di trasmittanza termica delle chiusure trasparenti in funzione della zona climatica. Nelle zone E ed F (la maggior parte del Nord Italia) il valore limite per le chiusure trasparenti negli edifici in ristrutturazione è generalmente inferiore a 1,4 W/(m²·K) per la finestra completa (Uw).

La Uw della finestra completa dipende dalla combinazione di Uf del telaio, Ug del vetrocamera e dal coefficiente lineare di dispersione del distanziatore perimetrale (ψ).

3. Classi prestazionali degli infissi

La norma europea EN 14351-1 classifica le finestre in base a tre prestazioni principali:

Prestazione Norma di prova Classi (crescenti)
Permeabilità all'aria EN 1026 1 – 2 – 3 – 4
Tenuta all'acqua EN 1027 1A–9A, E1–E9
Resistenza al vento EN 12211 1 – 2 – 3 – 4 – 5

Per le abitazioni in zone esposte al vento (coste, valli alpine) è consigliabile richiedere infissi con classe di tenuta all'acqua 8A o superiore e resistenza al vento classe 3 minima.

4. Sistemi di apertura

Le finestre in legno si realizzano nei principali sistemi di apertura:

  • Anta battente a una o due ante — il sistema più diffuso. Apre verso l'interno o verso l'esterno. Apertura verso l'interno facilita la pulizia del vetro ma richiede spazio interno libero.
  • Vasistas (ribaltabile) — l'anta ruota orizzontalmente attorno all'asse inferiore. Consente la ventilazione con pioggia leggera.
  • Anta + vasistas (combinata) — la stessa anta può aprire in senso ribaltabile o battente grazie a una ferramenta a più posizioni (ferramenta per finestre a due posizioni, o "tilt and turn").
  • A ghigliottina — tipica delle case vittoriane e di alcune ristrutturazioni di edifici storici. L'anta scorre verticalmente. Più complessa da produrre in legno.
  • Scorrevole — porte-finestra a scorrere su binari. Richiede profili più robusti per garantire la tenuta perimetrale.

5. Verniciatura e trattamento superficiale

La verniciatura è il fattore che più incide sulla durata dell'infisso in legno. Un ciclo di verniciatura ben eseguito protegge il legno dalla penetrazione dell'acqua, dai raggi UV e dai microrganismi. I principali sistemi di verniciatura per infissi in legno sono:

  • Impregnante + vernice opaca all'acqua — il sistema più moderno. Ecologicamente meno impattante, con buona flessibilità della pellicola. Ciclo tipico: impregnante fungicida + 2 mani di vernice intermedia + 1 mano di finitura.
  • Smalto ai solventi (alchidico) — classico sistema tradizionale. Film più duro e impermeabile, ma meno elastico. Con il tempo può screpolarsi lasciando penetrare l'umidità.
  • Lazura semi-trasparente — mantiene visibile la fibra del legno. Richiede ripasso ogni 2–3 anni nelle esposizioni a sud.

La mano di fondo viene applicata prima dell'assemblaggio del telaio, in modo da trattare anche le superfici delle giunzioni. Il trattamento delle sezioni di taglio — in particolare quella inferiore del traverso basso — è critico per prevenire la risalita capillare dell'acqua.

6. Ferramenta e guarnizioni

La ferramenta — cerniere, maniglie, aste di chiusura e cremonesi — deve essere scelta in funzione del peso dell'anta e del sistema di apertura. Per finestre di grandi dimensioni con doppio vetrocamera (peso dell'anta superiore a 50 kg) le cerniere devono essere di taglia adeguata e regolabili nei tre assi.

Le guarnizioni perimetrali in EPDM garantiscono la tenuta a lungo termine senza irrigidirsi con il freddo. Vanno sostituite mediamente ogni 10–15 anni.

Riferimenti normativi e tecnici

  • UNI EN 14351-1:2016 — Finestre e porte. Norma di prodotto, caratteristiche prestazionali.
  • UNI EN ISO 10077-2 — Prestazione termica di finestre, porte e chiusure oscuranti. Calcolo della trasmittanza termica.
  • D.Lgs. 48/2020 e s.m.i. — Requisiti minimi di prestazione energetica in edilizia.
  • ENEA — documentazione sui requisiti energetici degli edifici.